Feng Shui: verità o superstizione?
Affronto questo tema partendo dalla mia esperienza personale, con l’augurio che possa essere di stimolo a non fermarsi alla superficie delle cose ma esplorarle più in profondità.
Quando nella metà degli anni ‘90 mi avvicinai per la prima volta al Feng Shui le mie prime reazioni furono contrastanti: mi trovai di fronte a uno scenario di informazioni molto variegato e contraddittorio. Da una parte leggevo cose senza senso, macchinose, intrise di superstizione cinese, concetti tradotti con una visione e un linguaggio che facevano rabbrividire e più volte mi sono chiesta “Ma cosa sono tutte queste idiozie?! Ma allora questo Feng Shui è solo superstizione cinese?”.
Ma dall’altra parte, in tutto questo marasma, intravedevo qualcosa di più, sentivo che la strada che avevo iniziato ad esplorare poteva condurmi verso una visione di lettura dello spazio illuminante, quel lato della medaglia inesplorato dagli studi accademici che avevo finora frequentato e che sentivo urgente integrare.
Mi trovavo in una fase di vita in cui era fortissima la spinta alla ricerca e all’esplorazione di nuovi contributi e prospettive che potessero arricchire il mio lavoro e rendere il mio ruolo di architetto qualcosa di più di un tecnico o di un generatore di espressività e creatività personale, come mi avevano invece insegnato all’università e come a quei tempi stavo sperimentando attraverso diverse collaborazioni con studi professionali.
Si, il primo impatto con il Feng Shui fu quindi molto difficile e controverso!
Non mi fermai però alla superficie, e inizia un processo di indagine, di scavo e recupero di informazioni da più fonti, e piano piano entrai dentro quello che possiamo definire il Feng Shui autentico.
Che cos'è il Feng Shui autentico?
Il Feng Shui è una disciplina antica come l’uomo, che studia la relazione fra spazio e persona. Affonda le sue radici nell’evoluzione della nostra specie e nelle modalità con cui l’uomo, nel corso della storia per sopravvivere, ha sviluppato comportamenti adattivi all’ambiente circostante. Comportamenti resi possibili dalla biologia del nostro corpo, dalla capacità di percepire e rielaborare gli stimoli ambientali, dallo sviluppo della nostra psiche, che ci hanno consentito di perpetuare la nostra specie, andando a rispondere così al principale motore evolutivo che ci accumuna a tutti gli altri essere viventi: la sopravvivenza.
Nel corso del tempo, queste tematiche sono state oggetto di grandissime ricerche da parte di numerose discipline, certamente più recenti del Feng Shui: la paleoantropologia, la biologia, la medicina, la psicologia ambientale, le neuroscienze, la filosofia, l’architettura, etc. Discipline che hanno messo in evidenza una rete di connessioni comuni, affrontate e spiegate partendo da presupposti differenti ma che hanno portano a esiti condivisi.
Il Feng Shui è a tutti gli effetti una scienza, che ci consente di avere visione d’insieme sul profondissimo impatto che l’ambiente esercita sulla qualità della nostra vita quotidiana.
Il Feng Shui si basa sulla comprensione del funzionamento del nostro sistema percettivo - allargandolo al nostro sistema psico-fisico - sulla modalità con cui rielaboriamo gli stimoli ambientali esterni e su come vengono tradotti dal nostro sistema, influenzando l’assetto del nostro corpo e della nostra psiche.
E’ una disciplina che si basa sul linguaggio analogico, sul pensiero circolare, sulle connessioni, aprendoci così la visione a nuove prospettive di lettura dello spazio.
Affronta il grandissimo tema del ‘sentirsi a casa’ - tanto caro alla psicologia della Gestalt - uno stato che rimanda non solo a un’esperienza concreta, come trovarsi fisicamente fra le pareti della propria abitazione, ma ci connette a un senso di appartenenza profondo con noi stessi, con la nostra casa interiore, generando un transfert che ci permette di identificarci con gli spazi che viviamo quotidianamente.
Questa è la connessione che ci consente di entrare nel grande mondo della lettura psicologica dello spazio: un corpo-casa che si fa portavoce delle nostre dinamiche interiori ed evolutive. Chi siamo, cosa vogliamo, come affrontiamo le sfide del nostro quotidiano, quali sono i valori che muovono il motore della nostra vita, quali sono i comportamenti e le abitudini potenzianti o disfunzionali che accompagnano il nostro quotidiano.
La materia perde così la sua sola dimensione fisica e tangibile, per traghettarci nel linguaggio del simbolo, dell’archetipo, dell’analogia.
Che cosa non è Feng Shui?
Non stiamo quindi parlando del Feng Shui delle ricettine, dei rimedi, delle superstizioni.
Non ci rivolgiamo al Feng Shui che delega a degli schemi e a dei numeri la portata di tutti i suoi significati.
Non facciamo riferimento al Feng Shui che manipola, che fa leva sulle paure e neppure a quello che predice il futuro o ci induce a credere che esista la ‘casa perfetta’.
Purtroppo però è in questo modo che spesso il Feng Shui viene proposto sul mercato italiano, un’accozzaglia di idiozie, tipo queste:
“Cerchi un marito? Cerchi una moglie? Mi spiace ma nella tua casa non hai l’area nord/ovest, non ti sposerai mai”.
“Vuoi fare soldi e carriera? Guarda l’area sud/est della tua casa. Mettici una fontanella e delle monete cinesi e la fortuna sarà con te!”.
“Non riesci ad avere figli? Mi spiace ma il tuo ovest è davvero messo male, non c’è possibilità”.
“Hai il letto rivolto verso la direzione della malattia! Devi assolutamente spostarlo!”.
“La tua porta di casa è orientata sulla sfortuna, meglio se cambi abitazione”.
Potrei continuare per pagine e pagine ma credo che ognuno possa andare su internet, farsi una brevissima ricerca e scontrarsi con questa triste realtà.
Ma perché l’occidente ha accolto il Feng Shui banalizzandolo in questo modo e allontanando tutto il mondo accademico e quello degli addetti ai lavori?
Questa situazione si è generata prevalentemente grazie ad alcuni fattori che esploreremo nella seconda parte di questo articolo, leggi: "IL FENG SHUI CONTEMPORANEO: LUCI E OMBRE"
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