Il Feng Shui contemporaneo: luci e ombre
Riprendiamo i temi introdotti nell’articolo “FENG SHUI: VERITA' O SUPERSTIZIONE?”, cercando di capire perché l’Occidente ha accolto il Feng Shui banalizzandolo e allontanando così tutto il mondo accademico e quello degli addetti ai lavori, i professionisti dell’abitare.
Questa situazione si è generata prevalentemente grazie ad alcuni fattori, che vediamo adesso insieme.
Come è arrivato il Feng Shui in Italia?
Il Feng Shui è arrivato in Italia - alla fine degli anni ’60 - dopo essere atterrato prima in Inghilterra e negli Stati Uniti, facendo un lungo pellegrinaggio in continenti molto distanti da quello asiatico di origine e dalla Cina.
Come accade a tutte le discipline che crescono e si sviluppano in un contesto e vengono catapultate in un’altro lontano geograficamente, diverso culturalmente e socialmente, il passaggio non è mai facile e quasi sempre necessita di tempi di assestamento, di revisione, di pulizia di tutto ciò che è culturale e superstizione, da ciò che invece è l’essenza della materia.
Il Feng Shui - inoltre - è arrivato in Italia dopo che i primi maestri cinesi avevano iniziato la divulgazione negli Stati Uniti, incontrando moltissimo interesse da parte del pubblico. Nel tentativo di iper-semplicarlo e renderlo di facile fruizione hanno dato inizio a un processo di stravolgimento dei contenuti della disciplina e dei messaggi, banalizzandone i principi per renderli semplici, utilizzabili e facilmente vendibili anche ad un pubblico di non addetti ai lavori.
Le tecniche di Feng Shui più utilizzate in Italia, perchè?
Espressione di questo processo di destrutturazione e confusione della disciplina è l’esempio della corrente Feng Shui - chiamata i ‘Berretti Neri’ - che sostiene che indipendentemente dal reale orientamento geografico della casa, la porta d’ingresso va allineata al Nord, perdendo così il significato profondo dell’interazione fra casa, abitanti e movimento del sole. Il collegamento archetipico alle direzioni cardinali deriva dal reale movimento del sole intorno alla casa; se si falsa questo dato per una necessità di semplificazione della tecnica, ovviamente decade anche tutto il contenuto di significati che porta con sé.
Un’altra tecnica super utilizzata nel panorama italiano è quella delle ‘Stelle Volanti’: si tratta di schemi numerici che si applicano sugli interni della casa e che individuano delle combinazioni numeriche/energetiche in base all’orientamento della casa e alla posizione della porta d’ingresso o della facciata. Tantissimi consulenti Feng Shui grazie alle ‘Stelle Volanti’ definiscono quali interventi realizzare nell’ambiente, quali elementi introdurre dentro la stanza, i toni cromatici, a quale funzione dedicarla, etc. Un approccio meccanico, dove viene trascurata tutta la parte percettiva, nel tentativo di semplificare la complessita dell'analisi riducendola a uno schema numerico. Questa tecnica è diventata famosissima e utilizzatissima in Italia: non puoi fare Feng Shui se non conosci le ‘Stelle Volanti’!
Peccato che solo in pochi sanno che questo metodo è nato in un momento di forte decadenza del Feng Shui in Cina, in una fase di scollegamento profondo dalla parte percettiva dei luoghi a favore degli schemi e della simbologia dei numeri.
Una tecnica che rende sterile l’analisi, che la riduce di significati, a favore di una semplificazione nella definizione degli interventi, totalmente scollegati dal luogo e dalle persone.
Non possiamo dimenticarci della altrettanto famosa tecnica delle ‘Direzioni favorevoli e sfavorevoli’. Questo metodo parte dal presupposto che in base all’anno di nascita ciascuno di noi ha assegnate delle direzioni favorevoli oppure sfavorevoli.
Ad esempio, se sei una donna nata nel 1979, per una serie di calcoli avrai assegnata l’energia 3 del Lo Shu (corrispondente alla qualità del Legno nelle Logge della Medicina Tradizionale Cinese) e le tue direzioni favorevoli saranno il Nord, l’Est, il Sud/Est e il Sud, mentre quelle sfavorevoli saranno il Nord/Est, il Sud/Ovest, l’Ovest e il Nord/Ovest.
Una volta stabilite le direzioni collegate alla persona, tutta l’armonizzazione della casa viene fatta tenendo conto di questo dato, per cui ad esempio sarà di grande ‘sventura’ vivere in una casa con la porta orientata a Ovest; oppure avere il letto orientato a Nord/Est; oppure ancora mettere uno studio privato nella zona Nord/Ovest di casa.
Di nuovo ci troviamo di fronte a una banalizzazione aberrante del Feng Shui!!!
Ma la cosa ancor più triste è che a livello collettivo oggi ancora in tanti pensano che questo sia Feng Shui!
In tutto questo processo di commercializzazione della disciplina, di divulgazione intrisa di superstizione e di promozione di una visione sulla vita che delega sempre fuori la responsabilità di ciò che accade ‘dentro di noi’ - inibendo la presa di coscienza del potere personale che ciascuno di noi esercita sulla propria vita - vengono meno i cardini del Feng Shui.
Si perde il focus del lavoro, che si basa sulla progettazione dello spazio centrata sulla persona, sulle sue specifiche necessità, sui suoi bisogni; viene meno il principio per cui ciascuno di noi si costruisce intorno lo spazio che meglio lo rappresenta, a favore invece di una standardizzazione ormai diventata anche in architettura un devastante filo conduttore della progettazione.
Come orientarsi in tutta questa confusione del Feng Shui contemporaneo?
Credo profondamente che la chiave sia praticare uno sguardo critico, pragmatico e allo stesso tempo fluido e aperto. Continuare a farsi domande, osservare cosa accade intorno a noi, farsi stupire dalle connessioni e iniziare a guardare come aspetti simili si presentano su piani diversi.
Uno sguardo rivolto alla parte concreta che abitiamo - la materia - mantenendo sempre una forte connessione alla dimensione simbolica, archetipica e psicologica.
A SpazioUmano facciamo quotidianamente tutto questo, attraverso il lavoro di consulenza sulle abitazioni e i luoghi di lavoro dei nostri clienti e attraverso il nostro percorso formativo, La Scuola di SpazioUmano - Feng Shui & Architettura del Benessere.
Il nostro Metodo di lavoro unisce i principi del Feng Shui alle scienze umanistiche, alla naturopatia, alla psicologia ambientale, alle neuroscienze, in una visione ampia e interconnessa, per consentirci di affrontare la complessità della gestione dello spazio abitativo in relazione all'altrettanto complesso mondo dell'umano che lo vive.
In oltre venti anni di lavoro abbiamo sperimentato direttamente sul campo le tecniche del Feng Shui (anche quelle di cui vi abbiamo parlato sopra) e abbiamo deciso di utilizzare solo i principi del Feng Shui autentico, riconducibili alla relazione fra spazio e persona, al di fuori delle influenze sociali, culturali, stioriche, geografiche, ma andando all'essenza di cosa ci muove nella relazione con l'ambiente e come lo spazio può diventare uno strumento generatore di benessere.
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